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23 February 2014 @ 12:40 pm
La non-fierezza di essere aramaico.  
1. Sono patenta ufficialmente, ed ufficialmente Camorino (la Sezione della circolazione) mi ha anche chiesto di pagare 50 CHF per la patente mandatami.


2. L'aramaico è quello che ogni tanto predica male e razzola peggio.

L'aramaico è quello scappato dalla guerra, perché la gente musulmana invadeva (il Libano con i soldati siriani) ed uccideva senza pietà.
L'aramaico (NON L'ARMENO) è quello che ricorda il genocidio (più comunemente conosciuto come Seyfo) del 1915.
L'aramaico è anche quel pezzo di idiota che non ha capito che non deve fare pressioni sulla propria popolazione, perché prendere per il culo potrebbe rovinare un'intera comunità (riferimenti casuali).

Sono aramaica e non rinnego le mie origini (c'è una storia interessante alle spalle, guerre e genocidi inclusi). Sono nata in Europa (graze al cielo), più precisamente in Svizzera.
Sono cresciuta in un paese che mi ha dato e continua a dare opportunità e diritti che molti altri paesi, tuttora sognano. La parte della Svizzera in cui vivo, ha una bella cultura. (Non posso giudicare le altre 3, siccome non ci ho mai vissuto nelle altre zone, quindi per ora mi tengo stretta il mio Ticino e la mia soleggiata e 'tropicale' (per gli svizzero tedeschi lo è) Locarno).

Il problema non è la cultura, ma il fatto che io abbia due vite: quella aramaica e quella svizzera.
Una bella merda, perché per chi ha dei genitori come i miei, ad un certo punto della propria vita, si sente parlare di matrimoni come fossero festività normali. Il matrimonio. Festività normale.

L'aramaico (in senso generale) di media è quello che, una volta cresciuto - dopo essersi stabilito in un paese che non sia il Medio Oriente, a causa della maggioranza musulmana - cerca donna o uomo, si sposa e fa figli. Porta i propri figli in chiesa finché non capiscono che tutto ciò che non è 'aramaico' e secondo la 'cultura' è male. Tutto quello che è europeo è male, tutto quello che è novità è male, tutto quello che non è inerente la cultura in cui l'amore (di Gesù Cristo) regna, è male.

Io sono nata incazzata, cresciuta un po' ribelle, e diventata una donna quando ho capito che lo schifo non sta nell'europeo (nonostante abbia tante cose da biasimare, ma ormai ci sono guerre ovunque e quindi si è un po' costretti...) ma bensì nell'aramaico che pensa che la vita è un 'fai figli, crescili, falli lavorare, falli sposare, falli filiare' come una catena di montaggio mal ideata.
L'aramaico deve conservare la sua lingua e la sua cultura, e fin qui ci sto.
Ma che a 18 anni una ragazza ancora vergine improvvisamente diventi miele per api (e le api sono gli aramaici che cercano la ragazza per i propri figli), a me non va.
Oltre ad essere nata incazzata, io sono anche grande portatrice di caos, perché a me questa catena non è mai piaciuta e mai andrà a genio.

A sentire di ragazze (ma anche viceversa) che lasciano il proprio ragazzo europeo per sposarsi con qualcuno di aramaico, a sentir parlare di aramaici che tengono nascoste le proprie relazioni amorose con una persona EUROPEA e poi lasciarle perché ormai 'domani mi sposo', mi sale un crimine che perfino Gesù giustificherebbe legittimo.

Io ho superato (circa) il trauma delle proposte di matrimonio, ma tutte quelle ragazze che a testa china decidono di amare SOLO chi è aramaico, a loro vorrei tanto dire che l'amore non ha religione o cultura e che non ci credo che abbiano passato il tempo con i ragazzi e le ragazze europee solo per passatempo. Non stai per 3 anni* insieme ad una persona (andandoci anche a letto! - è una delle cose che grazie al cielo di buono ha portato la cultura aramaica: dare importanza al sesso) perché nel frattempo cerchi una ragazza della tua cultura e che parli ancora la lingua di Dio.

Quando ami lo fai per davvero, lo fai perché il tuo cuore decide (un po' alla cazzo ogni tanto, eh) che ti senti bene con la persona che ti fa ridere, ti fa sentire bene, che intimamente riesce a scoprire i tuoi demoni e che ti dice che li combatterete insieme. L'amore non è aramaico, l'amore è quel pensare al prossimo anche quando il prossimo ha difficoltà ad aprire il proprio cuore.

Ho visto situazioni in cui la ragazza non portava nemmeno a termine i propri studi (che siano stati apprendistati o scuole formative) per sposarsi, perché "tanto ci sarà il marito a lavorare, lei dovrà solo occuparsi della casa".
Maschilismo, altra cosa che odio. Non sono una femminista estrema, ma quando viene concepito questo pensiero: il pensiero in cui la donna non necessita di lavorare mentre l'uomo lavora tutto il giorno per 'portare i soldi a casa', a me capita di sputare fuoco. Avendo una grande immaginazione mi capita anche di vedere incenerite le persone.
L'uomo aramaico è ancora convinto che la donna una volta sposata debba smettere di lavorare o debba fermare i propri studi.

Ora, io forse avrò uno 'spirito combattivo', ma odio quando si sminuisce così la donna. La donna, la femmina, la persona che ha te ha dato vita, stupido uomo, dopo averti sopportato per 9 interi mesi nel suo grembo. Tu ancora osi sottostarla alle tue regole?
Sai cosa? Allora io vado in giro aramata di palo e altro che 'streghe' al rogo...

Altra cosa, l'aramaico come altre tante altre categorie di persone, non credono nei sogni. Non credono in chi, aprendo gli occhi, vede i colori anziché il bianco e nero. Non credono nelle scintille che appaiono negli occhi di chi, sognando, concepisce un pensiero o crea nella propria mente un obiettivo che non sia la routine.

L'aramaico ha un concetto quasi tutto programmato di amore, e non lo trovo affatto giusto per chi ha deciso che il proprio cuore può appartenere a chi umanamente ritiene importante la felicità anziché le regole.

Se devo stare alle regole, allora preferisco fare caos ed essere felice. Non auguro a nessuno di sentirsi pressato da queste situazioni.

*E' un esempio montato su, però ho sentito storie simili.
 
 
Current Location: where chaos leads
Current Mood: crazycrazy
Current Music: Demons - Imagine Dragons