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28 July 2014 @ 01:59 pm
Quando l'amicizia diventa letale...  
In quest'estate (parola grande per come è stato realmente il tempo) ho avuto la possibilità di fare riflessioni importanti, una di quelle riflessioni è che io ho potuto davvero assaggiare l'amaro sapore dell'amicizia finita.

Sin da piccola sono stata circondata da persone estranee e non. I miei genitori erano sempre molto terrorizzati all'idea che mi mettessi a giocare con i bambini maschi, che ogni volta che si iniziava a giocare a nascondino mio padre si assicurava la presenza di bambine o ragazze femmine nel gruppo.

Comprensibile atteggiamento, soprattutto per delle persone scappate dai paesi arabi.

Però se devo essere onesta, ora (in questi anni, negli ultimi 10 anni, di recente, davvero di recente) sarebbe più necessario fare questo tipo di controlli. Ormai i bambini non si rendono conto di ciò che gli accade attorno (io a 6 anni saltavo la corda, per dire - e, oserei aggiungere con orgoglio, che i giochi erano all'aperto con altre persone, altri esseri umani) ed è peccato.

A parte la pazzìa di genitori apprensivi e sempre preoccupati per ciò che poteva accadere alla propria bambina (sì, non che cambi molto la cosa siccome ancora adesso sono la bambolina da decorare etc etc), c'era il fattore amicizia ad alleviare questo mio senso di apprensione nei confronti dell'apprensione che i miei provavano nei miei confronti.
Tutto regolare.

Ma con questo atteggiamento quasi ossessivo nei miei confronti, i miei genitori hanno innescato una sorta di strano concetto di 'amore'. La faccio breve: considero gli amici più importanti della famiglia e di molte altre persone, e faccio una distinzione enorme tra amici e famigliari. (So che ci sono persone che credono che la famiglia possa essere considerata un gruppo di amici, credetemi, per me non è così).

Col passare del tempo questa mia considerazione si è radicata fino a diventare quasi una legge. Se un tempo obbedivo a tutto ciò che dicevano chiesa cattolica ed ortodossa, ora me ne sbatto le balle e creo io le regole.

C'è una cosa in tutta questa questione dell'amicizia, ovvero il fatto che sin da piccola ho avuto diversi amici. Fino a qualche anno fa pensavo che quelle poche amicizie che riuscivo a tenere erano quelle che sarebbero durate per sempre perché nate presto. Mi sbagliavo; la mia amica d'infanzia (che conosco da quando eravamo all'asilo insieme) è riuscita a mettere fine alla nostra amicizia dopo 18 anni. Nel 2003/04 mentre facevo lezione di catechismo ho conosciuto una persona che è diventata la mia più cara amica per molti anni, nel 2012 ho messo fine alla nostra amicizia perché ho visto che per lei c'erano persone che valevano più di me ed è riuscita ad insinuare che io non possa provare amore (ssseeeh...forse con il cinismo di adesso, ma evidentemente non starei nemmeno qui a scrivere di amicizie se non potessi realmente provare amore).
Più sono passati gli anni e più mi son resa conto che agli amici ho dato veramente tanto e non mi sono mai aspettata molto (da qualche anno non mi aspetto proprio niente) in cambio, ma essere considerata come amica è una cosa talmente difficile che ora le persone pensano sia un lavoro da impiegato di Wall Street.

Per me l'amicizia è interessarsi, stare accanto, non giudicare, far ragionare (nei miei casi alcune volte ho veramente avuto bisogno di qualcuno che mi dicesse "guarda che stai vedendo tutto nell'ottica sbagliata" per farmi capire che mi rovellavo senza motivo) e non prendermi per il culo, ma soprattutto non tentare di cambiarmi, perché forzare le cose porta solo guai. Se io preferisco il cinema alla serata in discoteca, amici ed amiche devono prendere un momento per riflettere (questa conta come aspettativa?)

Ma la cosa che mi infastidisce maggiormente delle amicizie è che le persone sono in grado di distinguerne l'amore. Se tu vuoi bene ad una persona che è amica tua, non vedo perché tu debba trattarla diversamente dalla persona con cui stai e la cui unica differenza è l'intimità.
Vorrei capire perché certe persone mettono muri di vetro spessi 10 centimetri per tenerti lontano, quali paure si hanno? Se si è amici e ci si vuol davvero bene, non bisognerebbe ridurre lo spessore di quel muro?
Sbaglio io che dò importanza alle amicizie o sbagliano gli altri a pensare che io faccia ciò che loro vogliono?
E questa cosa del 'se non sei come me, non sarai mai importante come gli altri amici a cui somiglio'?

Quando si diventa amici bisogna capire anche quanto effettivamente si dia importanza al significato di 'amicizia'. Ho conosciuto gente che era in grado di parlare male dietro ad ogni singolo soggetto e poi sapere da terzi che le persone che frequentavo come 'amici' in realtà parlavano male di me. A quale scopo? Se sei solo e non sai come farti amici, per favore, non rovinare le amicizie altrui.
Se vuoi avere qualche persona importante nella tua vita, dai importanza a tale persona e pensa alle conseguenze di ciò che crei.
 
 
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